07 maggio 2013

Jazz Podcast N. 1

È con molto piacere che vi comunico che torna il Night Passage Jazz Podcast!

Il sito di riferimento con i vari feed e link a iTunes è sempre jazzpodcast.org ma tutti gli episodi verranno pubblicati anche qui

Questa volta è interamente in formato Creative Commons, questo mi consente di caricare i file mp3 su archive.org.

Per questo motivo si riparte dal numero 1 nonostante il mio sia probabilmente fra i più antichi podcast presenti in rete. Sono finiti i tempi in cui mi arrivavano decine di CD da tutto il mondo, me li spedivano artisti e produttori che volevao farsi promuovere dal mio artigianalissimo podcast realizzato con un registratore audio Zoom H2, e missato con Audacity. Oggi se si guardano le classifiche dei podcast più ascoltati su iTunes si tratta quasi sempre di programmi di radio nazionali. Ma forse è proprio per questo che mi va di fare di nuovo il podcast. Buon ascolto!!






CLIC TO PLAY


PLAYLIST


1. LELE RAMBELLI - GUITAR JAZZ DANCE - (MUSIC FROM MY SOUL)

2. GRACE KELLY - PLEASE DON'T BOX ME IN - (LIVE AT SCULLERS)

3. GOOD LAWDZ TRIO - RIDIN DIRTY BUT STILL I SHINE SO CLEAR - (A LIL' SUMTHIN' SUMTHIN')

4. PERRO CIEGO - PARACAIDAS - (PEON DE LUNA)

5. SOMEWHERE OFF JAZZ STREET - ONE CRAZY NIGHT - (STORIES FROM MIDNIGHT STREETS)

30 aprile 2013

L'italiana in Algeri di Rossini con la banda

Ho sempre amato tantissimo la musica di Rossini e per me poterla suonare con la banda è un gioia indescrivibile, anche se è dannatamente difficile! (Mai viste tutte quelle semicrome su uno stesso spartito!!!)  Vi propongo un altro brano dal concerto di domenica scorsa all'auditorium del Divino Amore, Roma:
Gioacchino Rossini: L'italiana in Algeri (sinfonia)
Banda Musicale del Divino Amore
Auditorium del Santuario del Divino Amore, Roma (28/04/2013)


29 aprile 2013

Va' pensiero - dal Nabucco

Banda Musicale del Divino Amore, Roma e Coro di Santa Maria delle Mole

Va' Pensiero dal Nabucco di Giuseppe Verdi

Auditorium del Santuario del Divino Amore, Roma 28/04/2013

(Con il sottoscritto in qualità di sassofonista:-)


24 aprile 2013

La banda dei postini di Kansas City



DESCRIZIONE: La foto ritrae la Banda musicale "Heart of America" dei postini di Kansas City, Missouri.
FOTOGRAFO: Non identificato
ANNO: 1939
COLLEZIONE: Smithsonian Institution

Link su Flickr

23 aprile 2013

Manovella 2.0

A tutti sarà capitato di vedere, e magari anche di adoperare, una di quelle torce elettriche a manovella in vendita presso i negozi di cianfrusaglie cinesi. In realtà esistono molti oggetti moderni che funzionano a manovella, pensati soprattutto per quei paesi del terzo mondo dove a volte l'energia elettrica può andar via per giorni interi, o magari non esserci per niente. Ma sono ricercati anche da viaggiatori e da ecologisti che magari vogliono sprecare meno risorse possibili Di solito si ricaricano anche per mezzo di piccoli pannelli solari. Vediamo quelli più interessanti:

LA RADIO A MANOVELLA

Una radio che fa anche le previsioni del tempo, e funge da torcia, e se non bastasse ha anche una presa per permettere di ricaricare il telefonino a manovella! Costo: circa 20 euri

IL RASOIO A MANOVELLA

Anche questo a circa 20 euri, per farsi la barba ovunque!

LA MACCHINA FOTOGRAFICA A MANOVELLA

Questo è l'oggetto più curioso, fa foto da 3 megapixel e video 640x480. Costa circa 150 euri.

IL COMPUTER A MANOVELLA

E non poteva certo mancare il computer a manovella. Curioso anche questo, ci gira Linux, espressamente pensato per un uso didattico nelle scuole dei paesi del terzo mondo, ma ricercatissimo dai collezionisti di gadget.

22 aprile 2013

Mostra a Parma: Delvaux e il surrealismo

Paul Dalvaux - Les courtisanes, 1944 - Collezione privata

Paul Delvaux (Antheit, Belgio 1897 - Furnes, Belgio, 1994). Tele dominate da baluginanti nudità, da scheletri implicati in scene religiose. Le mostre di Paul Delvaux hanno destato scandalo, come la retrospettiva di Ostenda del 1962, che consacrerà definitivamente l’artista sul piano internazionale, vietata ai minori di diciotto anni. Oppure la Biennale di Venezia del 1954, nella quale il patriarca, futuro papa Giovanni XXIII, proibì ai preti l’eccesso di una pittura che avrebbe potuto turbarli.

MOSTRA: PAUL DELVAUX E IL SURREALISMO

DOVE: Villa Magnani Rocca
Via Fondazione Magnani Rocca 4
43029 Mamiano di Traversetolo (Parma)

QUANDO: Fino al 30 giugno 2013

ULTERIORI INFO: http://www.magnanirocca.it/delvaux-e-il-surrealismo/

19 aprile 2013

Ritorno a Lilypond

No, Lilypond non è un qualche villaggio remoto nelle highland scozzesi. Si tratta di un programma per scrivere spartiti in PDF. L'ho usato per diversi anni, poi una volta che Musescore è diventato un progetto maturo sono passato a quast'ultimo. Fra i due programmi c'è una sostanziale differenza: Musescore è un programma grafico, le note si mettono direttamente sullo spartito. Lilypond invece ha un approccio completamente diverso. Per scrivere musica bisogna imparare un linguaggio markup e scrivere le note su un file di testo che poi va compilato. Ma il prodotto finale non ha paragoni, gli spartiti di Lilypond sono bellissimi. Programmi costosissimi come Finale e Sibelius non si avvicinano neanche lontanamente alla qualità prodotta da Lilypond. Me ne rendevo conto giorni fa provando con la banda un pezzo che avevo copiato qualche anno fa con Lilypond, mi chiedevo come mai con Musescore, che pure usa lo stesso "Feta Font" non riesco a ottenere spartiti di questa qualità. E quando un spartito è scritto bene, si suona meglio. Certo la curva di apprendimento è sicuramente più ampia, ma una volta imparate le basi poi si va molto spediti scrivendo le note su un file di testo e per qualsiasi problema c'è in rete un'ampia letteratura e utenti pronti ad aiutare. Così mi sono rimesso un po' a giocare con Lilypond e mi sono reso conto che, a parte la qualità degli spartiti, è divertente da usare anche se un po' da folli! E ora sto trasferendo tutti i progetti che avevo in piedi con Musescore su Lilypond!

LILYPOND si scarica qui (è gratis, anzi, "libero" e gira su qualsiasi sistema operativo):
http://www.lilypond.org

MUTOPIA PROJECT è un sito che raccoglie spartiti realizzati con Lilypond, sono disponibili anche i file sorgente:
http://www.mutopiaproject.org

15 aprile 2013

20 dischi jazz essenziali

Su reddit è stato proposto un sondaggio sui 20 dischi essenziali che ogni amante di jazz dovrebbe avere. Non è certo una lista definitiva, ad esempio di Davis il mio album preferito è 'Round About Midnight e manca uno dei miei dischi più amati in assoluto: Bluesnik di Jackie McLean. Voglio dire che come tutti gli elenchi del genere va preso con una certa dose di buonsenso, ma è comunque un buon riferimento per chi si avvicina a questo genere musicale.

Il risultato è questo:

Miles Davis - Kind of Blue (1959)
Bitches Brew (1970)
Birth of the Cool (1949-50)
John Coltrane - A Love Supreme (1965)
Giant Steps (1960)
Blue Train (1957)
Charles Mingus - Mingus Ah Um (1959)
The Black Saint and the Sinner Lady (1963)
Mingus Mingus Mingus Mingus Mingus (1963)
Mingus Plays Piano (1963)
Herbie Hancock - Headhunters (1973)
Bill Evans - Everybody Digs Bill Evans (1958)
Sunday at the Village Vanguard (1961)
Explorations (1961)
Dave Brubeck - Time Out (1959)
Art Blakey and the Jazz Messengers - Moanin' (1958)
Weather Report - Heavy Weather (1977)
Eric Dolphy - Out to Lunch (1964)
Ornette Coleman - The Shape of Jazz to Come (1959)
Free Jazz (1960)
Cannonball Adderley - Somethin' Else (1958)
Wayne Shorter - Speak No Evil (1965)
Django Reihardt - Djangology (1949)
Al Di Meola, John McLaughlin, Paco De Lucia - Friday Night in San Francisco (1981)
Albert Ayler - Spiritual Unity (1965)
Stan Getz, Joao Gilberto - Getz/Gilberto (1964)
Return to Forever - Return to Forever (1972)
Duke Ellington - Ellington at Newport (1956)
Thelonious Monk - Brilliant Corners (1957)

HONORABLE MENTIONS

Louis Armstrong - Hot Fives/Hot Sevens
Ella Fitzgerald - The Gershwhin Songbook
Lee Morgan - The Sidewinder
Horace Silver - Song for my Father
Jimmy Smith - Back at the Chicken Shack
Charlie Parker - Bird with Strings

12 aprile 2013

Berlino: il museo della DDR


Leggendo pigramente la rubrica dei viaggi del Guardian, mi ha colpito questa immagine. Mi sembrava un Dejavù, poi ho capito, si descriveva il Museo della DDR di Berlino e infatti ci sono stato e quel muro con gli sportelli che si aprono mi è ritornato in mente. La DDR, un mondo scomparso di cui nessuno in realtà sente molto la mancanza. Ma in quella Germania EST c'erano persone che vivevano, mettevano su famiglia, crescevano figli, cercavano di andare avanti insomma. E più che celebrare il vecchio regime comunista, lo scopo di questo museo è proprio quello di rendere omaggio alle persone comuni che ci vivevano, a quelle torturate e imprigionate dalla stasi e a quelle che hanno provato a scavalcarlo quel muro, ma non ce l'hanno fatta.

09 aprile 2013

Il concerto per violino di Korngold

Scoperto da poco, credo questo concerto sia davvero una musica meravigliosa. Ci sono delle perle scritte nel '900 che andrebbero riscoperte. Questa è un'interpretazione di Hilary Hahn..

Erich Wolfgang Korngold (1897 - 1957)
Concerto per violino e orchestra in RE maggiore Op. 35
VIOLINO: HILARY HAHN
DIRETTORE: KENT NAGANO
ORCHESTRA: DEUTSCHE SYMPHONIE



08 aprile 2013

Patagonia: messaggi nel vento

C'è un posto nel mondo dove più che con i telefoni e internet si comunica ancora con la radio: la Patagonia. Qui questo strumento ha una grande forza unificatrice capace di tenere insieme una comunità. È stato realizzato un documentario: "Mensajes en el viento" di cui per ora è uscita solo la presentazione, ma già ci consente di entrare in un mondo lontano, la "fine del mondo" come viene chiamato questo spicchio di terra nel profondo sud dell'Argentina.

Teaser Mensajes en el Viento Abril 2013 from Mensajes en el Viento on Vimeo.

03 aprile 2013

Massimo Gramellini - Fai bei sogni


Ho cominciato a leggere questo libro avendo solo una vaga idea di cosa trattasse. All'inizio sembrava interessante: il classico "romanzo di formazione" con 'sto ragazzino che cerca di crescere e affrontare la vita dopo un trauma (la morte della madre), ma più andavo avanti con le pagine e più mi rendevo conto che in effetti la storia era un po' blanda. Questo perché si tratta di un romanzo totalmente autobiografico. Certo scritto benissimo, scorre che è una bellezza, e in alcuni tratti è anche divertente; l'autore poi è più o meno della mia generazione e ci ho trovato dentro alcune cose della mia infanzia. Però ecco, non mi ha preso più di tanto.


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