Tim Parsons & Nick Reynolds
"Air on the G String - Johann Sebastian Bach" (mp3)
from "Prelude"
(Light Jazz)
More On This AlbumUna delle arie di Bach più celebri, qui in una interessante versione jazz eseguita da un duo Piano - Chitarra. La musica di Bach si è sempre prestata all'arrangiamento jazz, si guardi ai lavori del pianista francese Jaques Loussier, questo ne dimostra la grande modernità a dispetto dei secoli.
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Dart Chiostro del Bramante presenta per la stagione 2009-2010 una grande mostra dedicata a Giovanni Boldini ed gli artisti italiani, che soggiornano a Parigi nella seconda metà del secolo XIX, a cura di Francesca Dini.
Nel corso dell’Ottocento la Francia si trova a guidare il cammino dell’arte contemporanea e a costituire per molti paesi – ed anche per l’Italia – un modello ineguagliato di civiltà. I pittori italiani sono dunque indotti ad un continuo confronto con l’arte di quella Nazione, complici le Esposizioni Universali che vi si tengono periodicamente e che ne promuovono internazionalmente l’immagine. Come è noto la stessa vicenda dei Macchiaioli – il maggior movimento pittorico italiano del secolo – trae origine e forza dal confronto con la pittura di Corot e dei paesaggisti di Barbizon, nonché nutrimento dall’estetica del Realismo di Courbet.
Ma il vero e proprio “mito di Parigi” è un portato della cosiddetta Belle Epoque, sorta di età dell’oro segnata dal trionfo del modello borghese liberale e laico, dalla grande libertà di pensiero, da prodigiose scoperte scientifiche, da una decisiva accelerazione dei mezzi di trasporto, dalla nascita del turismo di massa, dal grande fulgore dei teatri e dei giornali a stampa. La Belle Epoque, termine che non ha trovato sinonimi, indica dunque il periodo felice (per molti, ma non per tutti) in cui i ceti medi giungono a godere di un certo benessere. Parigi diviene, anche in virtù di questo, un vero laboratorio letterario e artistico nel quale convivevano tendenze artistiche molto diverse le une dalle altre.
Questo nostro viaggio si dipana dunque tra le vicende biografiche dei tre celebri “italiani di Parigi”- De Nittis, Boldini, Zandomeneghi - ma si muove, sul filo del racconto, tra i luoghi cari al mito della modernità di Parigi, i teatri, i caffè, i boulevards, gli ateliers degli artisti celebri e quelli dimessi dei pittori bohemien, incontrando perciò gli splendidi capolavori di Vittorio Corcos, Antonio Mancini, Paul Helleu, Leon Bonnat, Telemaco Signorini, Serafino De Tivoli, che saranno raggruppati in sezioni.
Il percorso espositivo presenta opere provenienti da collezioni private, quindi difficilmente accessibili al vasto pubblico, che saranno esposte accanto ad importanti prestiti provenienti da Istituzioni Italiane come la Galleria d’ Arte Moderna di Palazzo Pitti, la Galleria degli Uffizi, ed Internazionali, quali il Musée d’ Orsay.
Il catalogo della mostra sarà edito dalla Silvana Editoriale e conterrà i saggi e le schede delle singole opere.
Il quadro del post: G. Boldini: Ritratto di Irene Catlin
MOSTRA: Boldini e gli italiani a Parigi
DOVE: Chiostro del Bramante
Via della Pace - 00186 Roma
QUANDO: dal 14 novembre 2009 al 14 marzo 2010
Orari
- MARTEDì - DOMENICA 10.00-20.00
(La biglietteria chiude un'ora prima)
- LUNEDì chiuso
(eccetto quelli segnalati qui di seguito)
24 dicembre 10.00 - 14.00
25 dicembre 16.00 - 20.00
28 dicembre 10.00 - 20.00
31 dicembre 10.00 - 17.00
1 gennaio 10.00 - 20.00
4 gennaio 10.00 - 20.00
6 gennaio 10.00 - 20.00
Pasqua 4 aprile 10.00 - 20.00
Lunedì dell'Angelo 5 aprile 10.00 - 20.00
Inaugurazione: 13 novembre 2009
Conferenza: 13 novembre 2009 ore 11.00
Catalogo: Silvana Editoriale
Per informazioni: 06.68809035-36 info@chiostrodelbramante.it
PREZZI BIGLIETTI
INTERO € 10,00
RIDOTTO (MARTEDI' PER TUTTI) € 7,50
RIDOTTO (14 - 18 ANNI) € 7,50
RIDOTTO ( 7 - 13 ANNI) € 4,50
GRUPPI (min.15 max 25 persone)
durante la settimana € 7,00
durante il fine settimana € 9,00
SCUOLE € 4,50
* Per i gruppi e le scuole la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata mediante bonifico bancario entro 8 giorni dalla data della prenotazione.
TARIFFE GRUPPI
Prenotazione € 20,00
Visita guidata gruppi € 70,00
Visita guidata scuole € 50,00
* è escluso il costo del biglietto
Washington Post di Sousa è certamente una delle marce più belle e celebri. Su Youtube ho scovato questa vesione eseguita con l'ukulele!
Etichette: blues, festival, piemonte

19a EDIZIONE
DAL 20 OTTOBRE AL 14 DICEMBRE 2009
38 CONCERTI in tutte le province del Piemonte
dal 20 al 26 ottobre
TIA CARROLL & HARD WORK BAND
(Ottobre: 20 Asti, 21 Alessandria, 22 Domodossola,
24 Torino, 25 Piossasco, 26 Vercelli)
dal 28 ottobre al 9 novembre
JANINE GILBERT-CARTER QUINTET
(Ottobre: 28 Omegna, 29, Acqui Terme, 31 Gaglianico, Novembre: 1° Savigliano, 2 Alessandria, 3 Asti, 5 Oleggio, 7 Torino, 8 Piossasco, 9 Vercelli)
dall’11 al 23 novembre
CHERYL RENÉE’s BLUES BAND
(Novembre: 11 Verbania, 12 Acqui Terme, 14 Gaglianico, 15 Savigliano, 17 Asti, 18 Alessandria, 19 Mezzomerico, 21 Torino, 22 Piossasco, 23 Vercelli)
dal 28 novembre al 14 dicembre
EVELYN TURRENTINE-AGEE & THE GOSPEL WARRIORS SINGERS
(Novembre: 28 Gaglianico, 30 Asti, Dicembre: 1° Alessandria, 3 Crescentino, 5 Torino, 6 Piossasco, 7 Borgomanero, 9 Villadossola,
10 Torino, 11 Acqui Terme, 13 Savigliano, 14 Vercelli)
NEL SEGNO DI ARETHA
La voce corrosa e ferita dagli anni ma la classe e la tensione emotiva ancora ben palpabili nel suo irrequieto abbandono melodico, Aretha Franklin ha aperto il 2009 portando il segno toccante della grande tradizione blues, gospel e soul nell’epocale cerimonia di inaugurazione del quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America. E l’eco del canto nobile e imperioso di Aretha pervade l’edizione numero diciannove di Blues al Femminile, una rassegna che continua ad offrire una variegata testimonianza del più autentico linguaggio afroamericano attraverso le vibranti performances che eccellenti artiste vocali terranno nei teatri, centri culturali chiese e auditorium delle numerose località della Regione Piemonte. Le quattro protagoniste di Blues al Femminile 2009 rappresentano i diversi generi musicali che Aretha Franklin, nel mezzo secolo della sua carriera straordinaria, ha saputo dominare e fondere nel suo elettrizzante idioma soul.
Rovente “urlatrice” dell’area della Baia di San Francisco, legata ai modelli di grandi rivali di Aretha come Etta James e Ann Peebles, Tia Carroll ripropone con tormentata forza drammatica e una sua peculiare energia bluesy episodi memorabili del periodo classico della soul music. Creatura del gospel della Pennsylvania e oggi attrazione dei club di Washington, Janine Gilbert-Carter è una raffinata interprete di ballads e blues jazzistici, un repertorio affine a quello della giovanissima Aretha del periodo Columbia. E mentre Cheryl Renée, cantante-pianista di Cincinnati, recupera alla sua maniera eccentrica e ruspante i blues di artiste come Dinah Washington e Big Maybelle, la cui combinazione di sacro e profano è alla base della sintesi espressiva della Franklin, la popolarissima Evelyn Turrentine-Agee, che come Aretha si è inizialmente affermata nelle chiese di Detroit, è oggi una delle più dinamiche e ipnotiche esponenti del gospel di taglio tradizionale: una cantante capace di combinare eleganza, ardore e veracità.
Blues al Femminile, conferma la sua formula di rassegna itinerante: dal 20 ottobre al 14 dicembre 2009 sono proposti trentotto concerti, attraverso i più diversi palcoscenici del Piemonte. I centri coinvolti sono Torino, Acqui Terme, Alessandria, Asti, Borgomanero, Crescentino, Domodossola, Gaglianico, Mezzomerico, Oleggio, Omegna, Piossasco, Savigliano, Verbania, Vercelli, Villadossola.
Ulteriori informazioni:
http://www.centrojazztorino.it/bluesalfemminile/index.html
Etichette: argentina, musica, notizie
Mercedes Sosa, argentina, una delle più grandi cantanti latino americane è morta oggi all'età di 74 anni. Nella sua vita e con le sue canzoni si è sempre distinta per la lotta alle dittature del Sudamerica.
Todo Cambia
Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo
Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante
Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no extraño
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera
Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente
Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Pero no cambia mi amor...
(Testo del poeta cileno Julio Numhauser)

IL QUADRO DI OGGI
Peter Lely (Soest, Prov. di Utrecht*, Olanda 1618 - Londra 1680)
RITRATTO DI MARGARET HUGHES (c. 1670)
Londra. Tate Gallery
Margaret Hughes è stata una delle primi attrici professioniste in Inghilterra. Fino a circa il 1660 il mestiere di attrice era vietato alle donne e nel teatro elisabettiano anche i ruoli femminili venivano interpretati da uomini.
*Peter Lely (o Pieter van der Faes) fu un pittore fiammingo che si trasferì in Inghilterra dove fece fortuna come ritrattista di corte. Il luogo di nascita è controverso, esistono due città chiamate Soest, una in Olanda, in provincia di Utrecht, e una in Germania, in provincia di Westfalia, e fonti diverse riportano ora l'una ora l'altra. Wikipedia riporta la città tedesca, mentre l'enciclopedia cartacea UTET-La Repubblica che ho a casa, quella olandese, ho scelto di riportare quest'ultima primo perché ritengo la UTET molto più autorevole di Wikipedia e poi considerando che si tratta di un pittore fiammingo mi sembra la soluzione più logica.
La musica di Monk, con le sue armonie particolarissime ricche di dissonanze era considerata "difficile" e di nicchia, per questo motivo la Riverside, per il primo disco inciso dal grande pianista con questa etichetta, pensò bene di fargli incidere un disco con musica composta da Ellington, l'idea era quella di farlo andare incontro al grande pubblico grazie a brani molto popolari.
La musica del genio Duke Ellington filtrata attraverso il genio di Thelonious Monk, il prodotto finale non può che essere assolutamente straordinario. Tutti i pezzi vengono reinterpretati in un modo originale e fatti propri da Monk, coadiuvato da Kenny Clarke alla batteria e Oscar Pettiford al basso.
ascoltalo su iTunes![]()
BRANI
1. It Don't Mean A Thing (If It Ain't Got That Swing)
2. Sophisticated Lady
3. I Got It Bad (And That Ain't Good)
4. Black And Tan Fantasy
5. Mood Indigo
6. I Let A Song Go Out Of My Heart
7. Solitude
8. Caravan
Anno: 1955
Etichetta: Riverside
Musicisti:
Thelonious Monk: Piano
Kenny Clarke: batteria
Oscar Pettiford: basso
Dall’11 ottobre al 10 gennaio 2010 al Complesso Museale Santa Maria della Scala in mostra la pittura di luce e colore: torna a risplendere la lezione di Federico Barocci (1535-1612)
“Federico Barocci (1535-1612). L’incanto del colore. Una lezione per due secoli” è la mostra che Siena, a partire dal prossimo 11 ottobre, dedica al genio di uno dei maestri la cui fama in Italia, Spagna, Boemia, Baviera e nelle Fiandre fu pari, nel corso del Cinquecento, a quella di Raffaello e Michelangelo, di Tiziano e Correggio.
Saranno 34 le opere del maestro urbinate in esposizione, provenienti dai musei di Londra, Parigi, Vienna, Roma, Napoli, Firenze, Perugia, Urbino e da altri importanti centri come Senigallia e Assisi. Tra i capolavori che sarà possibile ammirare, spiccano alcune opere di esaltante bellezza restaurate per l’occasione, come la Deposizione del Duomo di Perugia e il Perdono di Assisi dalla chiesa di San Francesco a Urbino.
La mostra, a cura di Claudio Pizzorusso e Alessandra Giannotti, aprirà i battenti a Siena il prossimo 11 ottobre presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena e resterà aperta fino al 10 gennaio 2010.
L’evento senese vuole essere un omaggio all’importanza che l’arte di Federico Barocci ha assunto nello sviluppo della civiltà artistica italiana ed europea dal Cinque al Settecento. Poche sono le aree dell’Italia pittorica che in questo periodo non hanno risentito del fascino del maestro urbinate, tramite le opere inviate a Roma, Perugia, Loreto, Arezzo, Genova, Madrid, Praga, tramite la diffusione delle stampe di sua mano o di altri importanti incisori, e tramite la circolazione collezionistica dei suoi disegni. Barocci raggiunse così una notorietà direttamente proporzionale all’isolamento esistenziale nel quale si era voluto rifugiare dopo il suo brusco e pressoché definitivo rientro in patria da Roma.
Il viaggio alla scoperta delle suggestioni della luce e del colore che caratterizzano le atmosfere del maestro urbinate si arricchisce dunque di altri importanti temi. Un’ampia parte della mostra è dedicata a quegli artisti che in varia misura e in vario modo, con fedele adesione o con maggiore autonomia, hanno trovato in Barocci una fonte di ispirazione: non solo artisti a lui contemporanei o di poco successivi, come Annibale, Ludovico e Agostino Carracci, Lodovico Cigoli, Bernardo Strozzi, Guido Reni, Pietro da Cortona, fino a Rubens e Van Dyck, ma anche coloro che, a maggior distanza di tempo e di cultura, ne hanno raccolto il messaggio, quasi “affidato a una bottiglia”, tra cui Giuseppe Maria Crespi, Rosalba Carriera, Jean-Antoine Watteau, Jean-Honoré Fragonard. Una particolare sezione è dedicata ai pittori senesi Francesco Vanni, Ventura Salimbeni, Alessandro Casolani, Rutilio Manetti, che hanno fornito una freschissima rilettura del maestro, contribuendo non poco alla divulgazione della sua fama.
“Federico Barocci (1535-1612). L’incanto del colore. Una lezione per due secoli” - promossa da Comune di Siena - Complesso Museale Santa Maria della Scala, Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto, Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici delle Marche, Università per Stranieri di Siena e Fondazione Monte dei Paschi di Siena – resterà aperta presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala dal 11 ottobre al 10 gennaio 2010, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10,30 alle ore 19,30. Catalogo – Silvana Editoriale.
Data Inizio: 11/10/2009
Data Fine: 10/01/2010
Prenotazione: Facoltativa
Città: Siena
Luogo: Complesso Museale Santa Maria della Scala
Provincia: Siena
Regione: Toscana
Orario: tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10,30 alle ore 19,30.
Telefono: 0577 224811-224835
Etichette: norvegia, oslo, viaggi
Da un recente sondaggio è risulatato che Oslo è la città più cara del mondo. In effetti questa estate una certa idea me l'ero fatta. Comunque un viaggetto nella capitale norvegese lo consiglio senz'altro.
ARRIVARE AD OSLO
Oslo è ben collegata all'Italia con numerosi voli di linea opearati da Norwegian, Ryanair e SAS. Direi che il viaggio è senz'altro la cosa meno costosa! Ci sono andato da Roma Fiumicino con la Norwegian, che atterra all'aeroporto Oslo Gardermoen, quello principale. A partire da Novembre la Ryanair inaugurerà la rotta Roma Ciampino - Oslo Torp.
Ho soggiornato al Best Western Anker Hotel, non eccessivamente caro, sempre secondo gli standard norvegesi, e in posizione strategica. Molto vicino alla stazione e alle principali attrattive della città. Sebbene il sito permetta di prenotare online, vi consiglio di rivolgervi a siti come Venere.com o Booking.com dove, secondo la mia esperienza, si può risparmiare un po'. Comunque è sempre consigliabile fare dei confronti e scegliere il sito con il prezzo più basso!
LA CITTA'
Oslo è una città moderna e dinamica, vi sono moltissimi cantieri aperti e per certi versi mi ha ricordato Helsinki. Bellissimo il nuovo quartire, non ancora terminato, sorto davanti al porto: Aker Brygge.
L'anno scorso è stato inaugurato il nuovo Teatro dell'Opera, (nella foto) con il suo marmo bianco di Carrara giace sul mare come una grande nave, un monumento impressionante e uno dei nuovi simboli di Oslo. Visitandolo riflettevo sul fatto che questa città del nord abbia deciso di investire milioni di euro per un monumento il cui scopo è quello di preservare l'arte melodrammatica italiana...
Ci sono musei bellissimi ad Oslo, la Galleria Nazionale, dove è possibile ammirare l'Urlo e la Madonna di Munch è a ingresso gratuito.
Il cuore pulsante di questa città è la Karls Johan Gate , una strada, in parte solo pedonale, che va dalla stazione al palazzo reale, con musicisti di strada, negozi e pub alla moda. Nei giorni in cui ci sono stato io a Oslo c'era il festival jazz, e sulla Karls Johan era possibile assistere a concerti gratuiti e alla quotidiana sfilata della banda (verso mezzogiorno), sebbene si trattasse di un banda norvegese era disposta all'americana, con i tromboni in prima fila (nelle bande italiane in prima fila si mettono i clarinetti).
Impressionante il parco Vigeland, con centinaia di statue. Peccato ci sia capitato sull'imbrunire e non ho potuto apprezzare a pieno la sua bellezza.
MANGIARE A OSLO
Come in tutte le Nazioni del Nord Europa, in Norvegia non c'è una grande tradizione culinaria. Le ricette locali che vale la pena provare sono quelle a base di pesce, soprattutto salmone, vi avverto però che entrare in un ristorante a Oslo può rivelarsi un salasso per le vostre finanze! E' comunque possibile mangiare senza spendere una fortuna. In Norvegia, a parte la cucina locale, e varie cucine del mondo (molti ristoranti italiani, cinesi, indiani etc...) ha attecchito molto la "tradizione" (se vogliamo chiamarla così...) americana. E' infatti pieno di ristoranti e negozi vari appartenenti a catene yankee. Oltre agli immancabili McDonalds e simili ci sono i T.G.I. Friday's che sono molto popolari; praticamente in ogni angolo della città si trova inoltre un 7-eleven, negozi dove oltre a latte, sigarette e bibite è possibile mangiare panini vari (molto popolari gli Hot Dog col wurstelone) e altri tipi di cibo, a prezzi decisamente economici.
#Jazzlives è il nome della campagna twitter in difesa del jazz lanciata dalle principali testate web dedicate a questa musica. Secondo un recente sondaggio del National Endowment for the Arts, ai concerti jazz vanno sempre meno persone, e ancora di meno giovani. Ora nella notizia riportata da All About Jazz non viene specificato se il dato si riferisca esclusivamente agli Stati Uniti o al mondo intero. Sono più propenso ad optare per la prima ipotesi, del resto in Europa il jazz sembra vivo e vegeto, e lo dimostra la miriade di festival anche in piccolissimi centri, tutti frequentatissimi.
Ad ogni modi gli ideatori di questa iniziativa vogliono dimostrare che la gente, in America o nel resto del mondo, a vedere il jazz dal vivo ci va. Funziona in modo molto semplice: è sufficiente scrivere su Twitter quando si va a un concerto jazz e aggiungere il tag #jazzlives al post. In questo modo tutti i post saranno visualizzabili nel motore di ricerca di Twitter, o in un widget che può essere inserito nel proprio blog. Il codice per il widget può essere prelevato qui. (Può essere visualizzato nel menù di questo blog)
Promotori:
AllAboutJazz.com, JazzCorner.com, Jazz Promo Services, the Jazz Journalists Association, the Tanglewood Jazz Festival, the Angels City Jazz Festival, the Chicago Jazz Festival, the Detroit International Jazz Festival and WBGO.

IL QUADRO DI OGGI
Anders Zorn (Mora, Svezia 1860 - Ivi 1920)
DONNA CHE SI VESTE (1893)
(Kvinna som klär sig)
Olio su tela 56 × 38 cm
Ho avuto la fortuna di poter assistere a questa esecuzione della Rapsodia in Blu di Gershwin due anni fa all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Ora ho scoperto che alcuni estratti di questo concerto sono presenti su YouTube. Ascoltate il celeberrimo glissato iniziale, che è un po' un'icona di tutta la musica del '900. Assolutamente perfetto! Del resto il clarinettista è Alessandro Carbonare. Primo clarinetto dell'Orchestra Nazionale di Santa Cecilia e uno dei migliori al mondo. La presenza di Carbonare nell'organico di Santa Cecilia dimostra come negli ultimi anni questa orchestra abbia raggiunto un livello altissimo che ormai non ha niente da invidiare a nomi blasonati come i Berliner o i Wiener.
Orchestra Nazionale dell'Accademia di Santa Cecilia, Roma
Direttore: James Conlon
Piano: Stefano Bollani
Clarinetto: Alessandro Carbonare
